spararvi in fretta e furia alle tempie per non perdere il respiro affannoso
della corsa contro il vento. La corrente del traffico vi spinge
lontano e vi scontrate contro me che sono fermo
in agonia
Vorrei tagliarvi gli occhi e le labbra con un rasoio
poi spingere il coltello nelle orbite e guardare l’umor vitreo colare sulle mie dita
tagliarvi i capelli e asciugarvi la fronte sudata
needle in the hay
la sirena suona in piena notte
the white lady loves you more
non scorrere più con le dita il tuo alter ego
non perde significato, anche se è qui di fronte a te
aspira solo ad essere accudito
aspira soltanto a non essere lasciato solo
non piange più oramai
how to disappear in one’s hat
Sparire qui
non ci pensare
non è un problema mio
almeno stavolta la penombra vi aiuta a prendere il controllo
delle vostre inermi membra scosse da attacchi violenti di panico
Sparire qui
non ci pensare
non è un problema mio
forse era meglio sentirsi meno vuoti e più convinti di sé
avrei dovuto ricordarmi del tuo onomastico, come prometto ogni anno
Sparire qui
non ci pensare
non è un problema mio
è che forse in fondo non mi auguravo di passare i 18 anni
dico di rimanere qui quanto basta per ripagare chi causa i conflitti
unendliche sehnsucht
figli del vrolik
l’ansia d’assoluto
vi tarpa le ali
schiacciandovi
trattenendo il vostro respiro
<Orlandon’t tell me, oh no
Don’t say oh God
Don’t tell me oh dear me
Heaven’s above oh no
I can’t stand it
Stop
Please oh deary me
What in heaven’s name?
Oh blimey mercy me woe are we oh dear oh
Stop it
Stop it
You’ve been so kind I know I know
So why did I hurt you?
I didn’t mean to hurt you
But I’ll keep trying and I’m sure you will too>
figli del mutter
rinunciate alla vostra partenogenesi
vi tarpa le ali
scoprendovi di cera al sole
respirando nel seme di primavera
ryanair
Voi costruttori di anime
mi avete rovinato la vita
Voi costrittori di anime
mi avete rovinato la vita
Voi corruttori di anime
mi avete rovinato la vita
Voi saccenti industriali
mi avete tolto la vita
Voi benefattori petulanti
mi avete tolto la vita
Voi adulatori carnefici
mi avete tolto la vita
Voi consumatori benestanti
mi avete tolto il respiro
Voi commercianti di bile
mi avete tolto il respiro
Voi idealisti ribelli
mi avete tolto il respiro
Voi comuni assassini
mi avete sottratto l’ambiente
Voi accusatori falsari
mi avete sottratto l’ambiente
Voi troie di stato
mi avete sottratto l’ambiente
L’avvicendarsi delle rivolte
l’accendersi dei fari di notte
speranzosi di essere visti
agli occhi di tutti i bambini
Gli strepiti della terzana
nei bordelli dei luoghi comuni
costretti ad orgie e salvati
dall’animo che muta stagione
Agli occhi di tutti i vicini
parrete non poco ridicoli
con fisime poco diffuse
con foia di esser capiti
Ho spento sui vostri vestiti
ogni brama di essere voi
tacete sui miei bassi indugi
al cospetto di ogni vendetta
Smodato si posa la sera
riarde nei vostri polmoni
riapre i solchi di ieri
stuprati da falsa modestia
frustrati da tanta modestia
i postumi di consunzione
costretti all’immobilità
sei anni dopo
I libri di Irvine Welsh
La musica di McMahan
La furia dei colori del cielo
L’astinenza dal fumo
La voglia di sbronze
La voglia di scopare
L’estasi dell’esseri giovani
La fuga dal proprio ritorno
Le raccomandazioni
I complotti dei sovietici
Lo studio della genetica
Incrociare le vostre migliori questioni con la mia mancanza di controllo
Nel sapere che non posso vivere davvero come desidero
Il dover essere un ricco figlio di puttana
La paura di dare retta a qualcuno
L’assenza di solidarietà nel cercare droghe
La comunità post-anni-novanta
crepa nel tedio della domenica mattina
senza amori da consumare
il perdere sempre ci ha fottuto il cervello
abbiamo preannunciato lo sfacelo
ora lasciate che i miei sogni sfumino
ora lasciate che io possa crepare in pace
ricoperto dai fallimenti/dai rimproveri sommerso
non ha senso riprendere tutto in mano per rigiocarselo
sule proprie vittime
stupri industriali
la violenza di quello senza talento
la fatica di quello che va a sbattersi per vivere
la vitalità di quello che non sa un cazzo
il rifiuto di chi non sa
l’accettazione passiva
<tre teste di cazzo non cambiano il mondo
ma cadono col culo a terra e frignano come bambini>
<avremmo dovuto non giocare
a perdere ci si rimette due volte
una per la sconfitta
e una per il rimpianto>
magnet
Sparare contro i vuoti a perdere sparsi sulle ginocchia
schivando feti e cani abbandonati sulle strade delle città metropolitane
in un unico continuo urlo prendo possesso delle mie labbra
anything new
Da quella finestra vedevo sempre il vento
da quell’altezza sembrava di scorgere tutto
puoi distillare l’essenza in suppurazione dell’anima dal sangue non infetto?
in modo da poter sentire quel profumo
e il rumore della strada lontana
e l’albero piegato
e il profumo dei fiori di magnolia secchi
<non vi avvicinate sono velenosi>
<non si preoccupi, tanto rischierò il cancro da bambino sotto i cavi dell’alta tensione>
non ti darò retta per sentire ancora sulle mani quell’odore umido
e poi da grande un altro odore lo sostituirà
l’odore del parco di sesso e nicotina sulle dita
<rovinarci i vestiti strusciando l’uno a l’altro>
<giura che non mi morderai più>
<non te lo posso giurare>
il sapore che mi dai è come piacere morfinico
pace dalla caustica rovina del mondo in ribellione al conformismo poietico
entrare nei locali a ballare sensualmente ubriachi
<il digitalismo degli scatti che la luce ti conferisce>
<mi suoni in testa martellante come i battiti del cuore sulla colla>